Altipiani
di Arcinazzo

Abitanti: 300 Altezza s.l.m.: 850 m

Frazione di: Arcinazzo Romano (RM), Trevi nel Lazio (FR), Piglio (FR)

Tutti i profumi della natura tra prati sconfinati e boschi di conifere. Svizzera? No: Altipiani di Arcinazzo! Tra i Simbruini e gli Ernici, letteralmente al confine tra la provincia di Roma e quella di Frosinone, è possibile trascorrere magnifiche giornate in una delle più affascinanti località di villeggiatura del Lazio. Un luogo che ha fatto dell’accoglienza di qualità il proprio marchio di fabbrica, e che continua ad offrire una vasta gamma di servizi per le attività outdoor, le scoperte culturali, la gastronomia… e il relax!

Alla scoperta delle bellezze degli

Altipiani di Arcinazzo

  Scopriamo gli Altipiani

 

Immersi in una natura incontaminata, eppure provvisti di ogni servizio, gli Altipiani grazie alla loro collocazione strategica rappresentano ancora oggi una preziosa tappa di transito ma anche una base di partenza per numerosi itinerari alla scoperta dei territori vicini e delle loro sorprendenti ricchezze.

Numerose le opportunità per l’attività outdoor: in zona è possibile praticare equitazione, golf, mountain-bike, nordic walking e molto altro. Oltre al parco archeologico della Villa di Traiano, aperto tutto l’anno, è possibile svolgere piacevoli escursioni per raggiungere l’Arco di Trevi o le località vicine: gli Altipiani sono un ottimo “campo base” per visitare i centri della Valle dell’Aniene e della Ciociaria.

Infine, lasciatevi conquistare dai ristoranti e dagli alberghi distribuiti sul territorio: assaggiate la tradizionale accoglienza degli Altipiani e la sua gustosa gastronomia. Un motivo in più per trascorrere qualche giorno in questo splendido angolo di Appennino.

Un pizzico di storia

 

La zona si sviluppa a partire dalle poste e locande situate all’incrocio delle vie che fin dall’antichità collegavano Valle del Fucino (Abruzzo), Valle dell’Aniene e Ciociaria: una vera e propria terra di mezzo nota ai viaggiatori di ogni epoca per la sua disponibilità di alloggio e ristoro. E se il passaggio di Annibale da queste parti si perde nel mito, i resti della villa imperiale attestano con certezza la scelta dell’imperatore Traiano di far edificare qui la sua residenza di caccia.

Nel corso dell’800 la zona non può sottrarsi al destino di molte località appenniniche: i briganti diventano protagonisti di una zona ricca di rifugi nascosti. Ancor oggi Gasparone, Chiavone e altri banditi senza nome sopravvivono nella memoria delle loro avventure, vere e proprie chanson de geste dai tratti popolari.

Nel ‘900 gli Altipiani vivono la loro epoca d’oro, diventando una località di villeggiatura apprezzata da personalità del mondo della politica, dello sport e del cinema. Le numerose ville storiche testimoniano il clima di un’epoca in cui per le strade era possibile incontrare De Gasperi o Audrey Hepburn, Liz Taylor o Gino Bartali. Tutti frequentatori di quella che la stampa aveva definito la “Piccola Svizzera”.

#altipianidiarcinazzo

Villa di

Traiano

 

La passione per la caccia di Ulpio Traiano (98-117 d.C.) è comprovata dalla descrizione che ne offre Plinio il Giovane e non poteva trovare espressione migliore nella residenza che l’Imperatore volle far edificare proprio agli Altipiani di Arcinazzo. Una villa maestosa e in parte ancora inesplorata, per secoli vessata da ripetute spoliazioni: gran parte dei marmi e dei capitelli nel corso del tempo sono andati ad impreziosire diverse chiese del circondario, tra cui quelle di Arcinazzo Romano e Subiaco, lasciando ai materiali meno nobili l’onere di testimoniare l’originario splendore della struttura. Restano tuttavia alcuni ambienti parzialmente integri, dotati di raffinati pavimenti in opus sectile, e molti altri ancora in attesa di scavo.

Oggi la Villa di Traiano costituisce un parco archeologico aperto tutto l’anno, dotato di un piccolo ambiente museale che consente ai visitatori di ripercorrere la vita dell’Imperatore e la storia della sua residenza di caccia attraverso gli interessanti reperti esposti e le ricostruzioni multimediali. Saltuariamente la Villa è anche la scenografia di spettacoli teatrali e concerti all’aperto, in particolare durante il periodo estivo.

Visitare la Villa di Traiano

La Villa è aperta tutto l’anno, pur con orari diversi.
Gli orari programmati ad oggi sono i seguenti:

Maggio 2019: ore 9/18 – Giovedì chiuso
Giugno, Luglio e Agosto 2019: ore  9/20 – Giovedì chiuso

L’ingresso prevede l’acquisto di un biglietto d’entrata:

Intero: 3€
Ridotto: 2€

 

Villa

Becker

 

Di sir Walter Becker (1855 – 1927), armatore e diplomatico britannico, conosciamo soprattutto la passione per la natura e per l’Italia. Sappiamo che si dedicò a numerose cause filantropiche e che visse buona parte della propria vita in Val Salice, vicino Torino, con la moglie Delphine.

Nonostante avesse scelto le Alpi come propria residenza, Sir Becker non trascurò l’interesse per gli Appennini: proprio gli Altipiani furono scelti per la costruzione di una villa che, a differenza delle altre situate nel comprensorio, non possedeva una funzione esclusivamente residenziale. Villa Becker nacque per promuovere la tutela e il ripopolamento dei boschi italiani. La struttura venne infatti dotata di un grande vivaio di conifere utilizzate per il rimboschimento, ma anche di un parco sperimentale in cui coltivare piante esotiche: pini neri, abeti rossi, cedri e altre piante tipiche della flora alpina.

Passata allo Stato per precisa volontà di Sir Becker, la Villa e il suo parco sono diventate un centro di educazione ambientale aperto al pubblico, oggi gestito dal Comando Unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare. Ogni anno la struttura ospita numerose attività didattiche dirette soprattutto ai giovanissimi e finalizzate alla promozione della cultura forestale.

Arco di

Trevi

 

L’Arco di Trevi si raggiunge dopo esattamente un chilometro di passeggiata attraverso una strada sterrata che costeggia il bosco dopo essersi separata dal tratto di via Sublacense che collega gli Altipiani con Guarcino. La sua comparsa è una sorpresa davvero: nonostante le tantissime immagini che lo ritraggono, soltanto dal vivo è possibile rendersi conto della monumentalità di questa opera megalitica. E del suo evocare un’era arcaica persa nella notte dei tempi.

L’Arco di Trevi è un semplice portale posto su una via di comunicazione dotata, in tempi remoti, di una certa importanza. Collegando Trevi a Guarcino, il sentiero metteva in relazione le popolazioni Eque con quelle Erniche e con ogni probabilità la struttura doveva costituire una sorta di varco doganale nel confine tra i territori abitati dalle due popolazioni. In base a questa tesi, la struttura viene fatta risalire al periodo pre-romano del IV-III secolo a.C.

Alcuni studiosi ritengono l’arco parte di una fortificazione equicola, altri ancora ne parlano come di una struttura logistica necessaria a sostenere la conduttura di un antichissimo acquedotto romano. Tutta l’incertezza circa le sue origini non impedisce di lasciarsi suggestionare da quello che per certo rappresenta una vera e propria porta del tempo.

Chiesa della Beata Vergine
Refugium Peccatorum

 

Costruita tra il 1952 e il 1964 per iniziativa di Memmo Passeri, la Chiesa rappresenta un vero e proprio simbolo per gli Altipiani di Arcinazzo. Progettata dall’ing. Renato Rossi di Affile, venne eretta e abbellita grazie al contributo di numerosi abitanti e affezionati frequentatori della zona al fine di dotare la località di un luogo di culto in grado di accogliere un ampio numero di fedeli.

Tra coloro che contribuirono alla realizzazione ricordiamo donna Parodi, che offri tutti i materiali edili, l’abate Salvi che donò la campana proveniente da Agnone, l’attore Giampiero Albertini che decorò le vetrate.