Trevi

nel  Lazio

Abitanti: 1.790 Altezza s.l.m.: 821 m

Festa patronale: San Pietro Eremita – 30 Agosto

La torre del castello che spunta sopra l’abitato e si staglia contro i vicini Monti Cantari è l’incantevole marchio visivo di Trevi nel Lazio. Un simbolo che ci ricorda il ruolo da protagonista posseduto da Trevi nella storia plurimillenaria dell’intero territorio. Il suo vastissimo comprensorio, posto alla congiuntura tra il Lazio e l’Abruzzo (e un tempo tra i popoli Equi e Ernici), ha rappresentato per secoli un crocevia di fondamentale importanza.
Il centro storico oggi si presenta integro e piacevole da attraversare, magari puntando a raggiungere la cima della torre da cui si gode di una incredibile vista a trecentosessanta gradi sul paesaggio circostante. Non individuerete nemici all’orizzonte (si spera), ma magari un ristorante in cui recuperare le energie sì!

Alla scoperta delle bellezze di

Trevi nel Lazio

  Scopriamo Trevi nel Lazio

 

Con i suoi circa duemila abitanti, Trevi rappresenta il secondo comune per abitanti tra quelli compresi nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini. La sua posizione geografica e l’ampia area compresa nesuoi confini ne fanno un luogo particolarmente ricco di spunti interessanti sia dal punto di vista naturalistico che culturale.

Il suo territorio è un crocevia naturale per le acque del Simbrivio e dell’Aniene, che qui si fondono per dare origine alla suggestiva cascata di Trevi, ma anche per le catene montuose: l’incontro di Simbruini, Ernici e Cantari origina una rete di sentieri tra le più belle e articolate del centro Italia. Al centro di quest’area si situa il borgo cittadino, splendidamente curato e densamente costellato di punti di interesse tutti da scoprire. Tra questi spicca (anche fisicamente) il Castello Caetani, ma non si devono sottovalutare le piccole chiese sparse un po’ ovunque e custodi di opere d’arte spesso sorprendenti.

Non manca naturalmente una tradizione gastronomica genuina che trova nell’allevamento i suoi prodotti tipici: formaggi e carne sono specialità diffuse in tutti i ristoranti del paese.

Un pizzico di storia

 

La storia di Trevi ha radici molto antiche, che risalgono almeno al IV secolo a.C., quando il borgo costituiva un oppidum equo. Plinio il Vecchio è il primo a citare per iscritto Treba Augusta come municipio romano nel I secolo, status che il borgo perdette solo nel IV secolo d.C.

Sede episcopale probabilmente dal V secolo e sicuramente fino all’XI, Trevi viene infine annessa ai territori della diocesi di Anagni, formalmente solo dal Duecento. Proprio quel secolo si dimostra il più ricco di episodi storici: Trevi consolida il proprio ruolo difensivo nei confronti dell’alta Valle dell’Aniene mentre un incendio nel 1262 devasta il castello, che viene ricostruito dai cavalieri templari l’anno seguente. È ancora alla fine del secolo che Trevi passa sotto il dominio dei Caetani (insieme a Filettino e Vallepietra), che resisterà fino alla fine del XV secolo.

Dal 1473 Trevi viene assegnata alla commenda di Subiaco, sotto la cui giurisdizione resta fino all’esaurimento della stessa istituzione. Nel 1816 con il riordino amministrativo promosso da Pio VII, Trevi viene ricondotta alla delegazione di Frosinone, sotto le dipendenze del governatore di Guarcino, per poi rientrare nella provincia di Roma con l’Unità d’Italia e ancora quella di Frosinone nel 1927.

#trevinellazio

Castello

Caetani

 

Il Castello di Trevi viene eretto probabilmente a partire dall’XI secolo su una parte dell’antichissima acropoli che dominava il borgo in età preromana. Nei secoli successivi il Castello passa di mano più volte, arrivando ad ospitare i cavalieri templari nel 1263 e quindi la famiglia Caetani, che ne manterrà il controllo per un paio di secoli. Quello che vediamo oggi riassume una complessa storia di ristrutturazioni e modifiche, che tuttavia non hanno alterato il fascino medievale dell’edificio.

Oltre alla corte interna, è possibile visitare alcune sale del castello. Tra queste la più interessante è sicuramente quella adibita a biglietteria: al suo interno sono conservati capitelli di età romana rinvenuti in una villa poco distante dall’abitato (oggi scomparsa) e vari reperti risalenti sempre allo stesso periodo.

Lasciata la prima sala, il percorso si snoda attraverso vari ambienti prima di accedere al mastio. Poche rampe di scale consentono di raggiungere la sommità della torre da cui si ammira uno spettacolare panorama a trecentosessanta gradi sull’ambiente circostante.

Visitare il Castello Caetani

 

Oratorio di

San Pietro Eremita

 

Il secentesco oratorio è sorto nel luogo di morte di San Pietro Eremita.

Al suo interno conserva uno splendido gruppo marmoreo dei primi anni del ‘700, raffigurante San Pietro con un angelo.

Al di sotto dell’oratorio è situato il piccolo ambiente in cui il santo spirò, contenente una statua lignea del 1952 di Giuseppe Stuflesser.

Chiesa della
Madonna del Riposo

 

Situata appena al di fuori del centro storico di Trevi nel Lazio, nel punto di incontro delle principali vie d’accesso al borgo, la piccola Chiesa della Madonna del Riposo accoglieva i trebani di ritorno dalle fatiche quotidiane offrendo loro il conforto della fede, ma anche della vista di splendide opere d’arte.

La Chiesa venne eretta nel 1483 dallo stesso popolo come segno di riconoscenza nei confronti della Madonna per aver liberato Trevi dalla peste e dalle mani di Alfonso III d’Aragona, duca di Calabria, le cui truppe avevano insidiato queste terre durante la guerra mossa a papa Sisto IV. Appena tre anni dopo venne edificata un’attigua cappella dedicata a San Sebastiano, per celebrare una nuova liberazione dalla peste.

Tutti gli ambienti sono completamente affrescati da due artisti del territorio: Petrus di Trevi dipinse la chiesa originaria, mentre Desiderio da Subiaco fu l’autore delle decorazioni della Cappella di San Sebastiano. In entrambi i casi i pittori si dedicarono alla rappresentazione di santi e immagini devozionali.

Raggiungere la Chiesa

Chiesa Collegiata di
Santa Maria

 

 

 

L’odierna Collegiata di Santa Maria costituisce il principale luogo di culto di Trevi e si presenta alla vista nelle forme conferitele dalle ultime modifiche del XVII secolo. L’edificio di culto venne realizzato utilizzando i materiali recuperati dall’abbattimento dell’antichissima Cattedrale di San Teodoro, situata sul corso dell’Aniene. Inaugurata nel 1616, la Collegiata presenta significative opere d’arte risalenti al Sette e Ottocento, oltre all’importante organo realizzato nel 1634 da Ennio Bonifazi.

La chiesa secentesca è costruita esattamente al di sopra della precedente chiesa risalente probabilmente al XIII secolo, oggi trasformata in cripta. Al suo interno, fin dal 1215, sono custodite le spoglie di san Pietro Eremita, collocate in una teca di vetro all’interno di un altare costruito con marmi prelevati dalla vicina Villa di Traiano. Nello stesso ambiente sono custodite anche la croce in ferro del predicatore e il suo abito, donato alla collettività dal cardinale Carlo Barberini nella seconda metà del Seicento.

Ponte di
San Teodoro

 

Il piccolo ponte a due fornici interamente realizzato in cardellino attraversa un giovanissimo fiume Aniene insieme a millenni di storia. La struttura, di età romana, era posta all’inizio dell’antica via  di comunicazione con i popoli Ernici.
Prende il nome dalla Cattedrale di San Teodoro, oggi completamente distrutta, che rappresentò la sede del potere diocesano di Trevi dal V secolo alla metà dell’XI.

Raggiungere il Ponte