Vallepietra

Abitanti: 268 Altezza s.l.m.: 825 m

Festa patronale: San Cristoforo – 25 Luglio

Un nome che è tutto un programma: in uno dei comuni più remoti e affascinanti del Lazio la pietra non è solo protagonista naturale, ma vero e proprio tratto distintivo. Dalla pietra sgorgano le acque del Simbrivio così come la spiritualità arcaica che anima il vicino Santuario della SS. Trinità, incastonato in una parete di roccia del Monte Autore. Ma Vallepietra è anche un centro storico curato e piacevole che trova il proprio cardine sulla svettante Torre Caetani, splendida memoria di un medioevo vissuto da protagonista.

Alla scoperta delle bellezze di

Vallepietra

  Scopriamo Vallepietra

 

Vallepietra si sviluppa su uno sperone di roccia del monte Faito che sovrasta a mezza costa la rigogliosa Valle del Simbrivio e le sue fonti, tanto numerose da fare di questa vallata il più esteso bacino di sorgenti d’acqua d’Europa.

Il centro storico, il meno abitato tra quelli compresi nel Parco Naturale Regionale dei Simbruini, è curato e piacevole da visitare. La passeggiata può prendere avvio dalla centrale Piazza Italia, su cui affacciano i principali edifici del borgo: l’affascinante Torre Caetani, simbolo medievale del borgo, il Comune e il nuovo Ostello del Pellegrino, realizzato e gestito dall’ente Parco. Percorrendo i vicoli è possibile incontrare interessanti chiese, oratori e cappelle che richiamano una spiritualità popolare e semplice, ma anche ben celebrata da significative opere d’arte.

Essendo situato nel cuore dei monti Simbruini, tutto il comprensorio di Vallepietra è ben integrato nella fitta rete di sentieri che contraddistingue l’intera area del Parco.

Un pizzico di storia

 

Le notizie storiche su Vallepietra non sono molte e quelle relative alle sue origini si perdono nella leggenda. Forse venne fondata da maestranze attive nella costruzione della Villa di Nerone, a Subiaco, oppure da esuli scampati alla guerra tra goti e bizantini del VI secolo… non abbiamo fonti certe.

La certezza più antica riguarda la prima volta in cui il nome del paese compare in un documento: si tratta dell’atto con cui papa Nicolò II (1059 – 1061) soppresse la diocesi di Trevi, sottoponendo i paesi di Jenne, Filettino, Collealto, Trevi e Vallepietra alla giurisdizione della diocesi di Anagni. Da allora il destino del borgo si lega a quello delle diverse famiglie nobili anagnine che lo dominarono.

Dalla fine del ‘200 (1297), il borgo fu dominato dalla famiglia Caetani. Furono proprio gli esponenti della famiglia di papa Bonifacio VIII a volere un castello baronale di cui oggi resta in piedi solo la torre merlata. Dell’epoca medievale restano anche le due porte di accesso: la Porta del Sole (direzione Roma) e la Porta Napoletana (direzione Napoli).

#vallepietra

Santuario della

Santissima Trinità

 

Le tre Person Divine”, citate dal canto che ogni anno si leva da ogni angolo della Valle dell’Aniene, sono affrescate su un muro e osservano in silenzio i pellegrini che scorrono nella microscopica chiesetta. Si tratta di tre persone identiche, sedute di fianco, che benedicono alla maniera bizantina mentre tengono un libro aperto nella mano sinistra. L’insieme compone un’opera realizzata probabilmente nel XIII secolo che rappresenta in maniera del tutto originale il concetto della Santissima Trinità, dando origine a un’icona diventata il fulcro di un culto antichissimo e vitale, diffuso anche in vaste zone del Lazio, Abruzzo e Campania.

Ogni anno, la domenica successiva alla Pentecoste, le compagnie della Santissima Trinità partono dai loro paesi di origine per raggiungere a piedi questo costone di roccia del Monte Autore, percorrendo le dismesse vie della transumanza e trascorrendo la notte presso il piazzale antistante la Chiesa. Le vie e i sentieri che conducono al Santuario sono percorse con assiduità durante tutto il suo periodo di apertura, che solitamente va dal 1° maggio al 2 novembre di ogni anno.

Visitare il Santuario della Santissima Trinità

Il santuario è aperto dal 1° maggio al 2 novembre.

Gli orari per la visita variano di mese.

Per informazioni più dettagliate relative alle confessioni e alle Sante Messe, si rimanda al sito del Santuario della Santissima Trinità.

Museo degli

Ex-Voto

 

L’esposizione degli ex-voto che ricordano le innumerevoli grazie ottenute dal popolo dei devoti alla Santissima Trinità si divide in due luoghi densi di significato. Il primo è situato presso il Santuario stesso e rappresenta un vero e proprio bagno nella memoria collettiva del luogo. Attraverso le sue sale, riallestite nel 2003, è possibile ripercorrere la devozione dei fedeli, la visita papale e l’apporto delle famiglie nobili che si sono susseguite negli ultimi secoli alla guida di Vallepietra.

Una parte non meno significativa di queste memorie è custodita presso la chiesa di San Francesco, nel centro storico di Vallepietra. Il piccolo centro espositivo contiene arredi e paramenti sacri, ma anche una raccolta di significativi ex-voto, di antichi testi ecclesiastici e di statue che ripercorrono la devozione locale.

Visitare il Museo degli Ex-Voto

Per quanto riguarda la sede presente presso il Santuario, è possibile fare riferimento agli stessi orari del luogo di culto.

Torre

Caetani

 

La torre merlata, alta 24 metri, è tutto quello che resta del castello che i Caetani fecero edificare a Vallepietra nel XIV secolo e che venne quasi del tutto raso al suolo dal terremoto di Avezzano del 1915. L’entrata della torre è ancora sormontata dallo stemma marmoreo del ramo anagnino dei Caetani e dà accesso ad una serie di rampe di scale che conduce fino alla terrazza, da cui è possibile godere di una splendida vista sul colle della Tagliata e sulla sottostante Valle del Simbrivio.

La sommità della torre ospita due orologi novecenteschi, mentre ai suoi piedi, sul lato di Piazza Italia, trova spazio una grande fontana da cui è possibile bere le purissime acque dell’Aniene.

Chiesa di

San Giovanni Evangelista

 

La chiesa, che fa da sfondo a Piazza Italia, è il principale edificio di culto del paese. La sua facciata non ha grossi motivi di pregio, fatta salva una piccola lunetta che sormonta il portale d’ingresso, contenente l’immagine affrescata di san Giovanni Evangelista.

Sebbene citata per la prima volta in un documento del 1121, la Chiesa odierna si presenta nelle forme barocche della successiva edificazione avvenuta nel XVII secolo. L’edificio venne poi modificato e restaurato nel XVIII e XIX secolo, assumendo l’aspetto odierno.

L’unica navata che costituisce l’interno è scandita da tre campate decorate da un cielo stellato, probabile eredità di un rifacimento ottocentesco. Di particolare pregio è l’affresco che decora il catino absidale, opera settecentesca del pittore Giuseppe Ranucci raffigurante la Madonna incoronata dalla Santissima Trinità.
Nella chiesa sono presenti altri significativi dipinti, per lo più realizzati nel XVIII secolo da artisti ignoti.

Visitare la chiesa di San Giovanni Evangelista

La Chiesa è quasi sempre aperta al culto e alle visite.